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SONORITÀ SCALIGERE

Gli incantesimi del violino

Interpreti

Davide Alogna, violino solista
MUSICISTI DELLA SCALA
Fulvio Liviabella, primo violino
Alexia Tiberghien, secondo violino
Luciano Sangalli, viola
Omar Lonati, contrabbasso
Con la partecipazione straordinaria di
Andrea Scacchi, violoncello
Federica Sainaghi, arpa

Davide Alogna
Davide Alogna

Il programma di questa serata attraversa mondi musicali molto lontani fra loro senza mai spezzarne davvero la continuità. Ogni pagina sembra nascere dalla precedente come trasformazione naturale del colore, del ritmo o della tensione espressiva. Il percorso si muove così dal gesto teatrale barocco alla malinconia urbana del Novecento, dalla luminosità classica all'energia della musica contemporanea, mantenendo sempre al centro la voce del violino.

L'inizio è affidato ad Antonio Vivaldi e alla Primavera dalle Quattro Stagioni, una delle pagine più celebri della storia della musica. La natura non viene semplicemente descritta: prende vita. I richiami degli uccelli, il vento, il temporale improvviso e il risveglio della campagna diventano gesto sonoro, movimento e ritmo.

Con Alberto Nepomuceno il clima si fa più raccolto e cantabile. La Serenata per archi abbandona ogni slancio descrittivo e si raccoglie in una dimensione più intima, morbida e distesa, attraversata da una malinconia luminosa che sembra appartenere alla fine del giorno più che al suo inizio. Nel Concerto dell'alba di Franco Margola il tempo sembra invece sospendersi. Figura appartata ma raffinatissima del Novecento italiano, Margola costruisce una scrittura capace di restare sempre accessibile pur aprendosi a colori armonici inattesi. Il violino emerge come una linea di luce che lentamente attraversa il silenzio: non domina l'orchestra, ma vi appare e scompare continuamente, come un pensiero che prende forma poco alla volta.

Con Astor Piazzolla entriamo nella città. Invierno Porteño appartiene a una geografia emotiva fatta di memoria, distanza e nostalgia, dove il tango perde ogni dimensione folkloristica per trasformarsi in materia profondamente interiore. Con Goran Bregović l'energia esplode invece improvvisamente in una dimensione teatrale e fisica: Underground Tango trascina il programma verso una vitalità istintiva, fatta di impulso continuo, danza irregolare e tensione ritmica.

Il ritorno al classicismo con Haydn appare allora come un ritrovare equilibrio dopo il viaggio. Il Concerto in do maggiore restituisce alla musica una chiarezza luminosa, fatta di dialogo, misura e naturalezza. Infine si torna ad Antonio Vivaldi. Se la Primavera aveva aperto il concerto con la meraviglia del risveglio della natura, l'Estate lo conclude con una forza quasi drammatica, fatta di calore, tensione e improvvisi scoppi di energia. Il ciclo si chiude così tornando al punto di partenza, ma con una luce completamente diversa: non più la freschezza della primavera, bensì l'intensità di una natura giunta al culmine della propria energia.

Tutto questo accade nello Spazio Garavello 7 di Morcote, terrazza sospesa sopra il lago e affacciata verso uno dei panorami più suggestivi del Ceresio. Qui il paesaggio non fa da semplice cornice al concerto, ma entra lentamente nella musica stessa. La luce che cala sul lago e il silenzio della sera trasformano l'ascolto in un'esperienza immersiva, in cui suono e paesaggio sembrano fondersi.

Al centro di questo percorso si trova il violino di Davide Alogna, musicista capace di unire brillantezza tecnica, presenza comunicativa e naturalezza espressiva. Il suo suono attraversa repertori diversissimi senza mai perdere identità, mantenendo sempre un rapporto diretto e vivo con il pubblico.

Musicisti della Scala
Musicisti della Scala

Accanto a lui, i Musicisti della Scala portano la qualità e la compattezza sonora di una delle più importanti tradizioni orchestrali europee. Il concerto nasce così dall'incontro fra il solista e musicisti che condividono l'esperienza di una grande istituzione musicale, in un dialogo continuo fra personalità individuale e suono d'insieme. Il loro modo di suonare unisce precisione, trasparenza e intensità teatrale, permettendo a ogni dettaglio di emergere senza mai spezzare il respiro complessivo del percorso.

Più che una successione di brani, questa serata diventa così un viaggio attraverso paesaggi musicali diversi, un continuo mutare di luce, atmosfera e memoria. Un percorso in cui il violino sembra guidare l'ascolto come una voce narrativa, accompagnando il pubblico dal sorgere simbolico della Primavera vivaldiana fino alle ultime luci della sera sul Ceresio.

BIOGRAFIE

Davide Alogna
Davide Alogna è un violinista italiano attivo a livello internazionale. Dopo gli studi in violino e pianoforte al Conservatorio di Como, si è perfezionato a Parigi e all'Accademia Chigiana di Siena con Giuliano Carmignola. Si è esibito come solista nelle principali sale da concerto d'Europa, America e Asia ed è particolarmente apprezzato per il suo impegno nella riscoperta del repertorio violinistico italiano del Novecento. Unisce all'attività concertistica una costante ricerca musicale e discografica, collaborando con orchestre e musicisti di primo piano della scena internazionale.

PROGRAMMA DI SALA